C'erano una volta nove meccanici...

Nel 1919, all'indomani della prima guerra mondiale, a Imola, in una piccola città della Romagna, 9 meccanici decidono di mettersi insieme per lavorare e decidono di farlo "in un certo modo".

In un modo che prevedeva l'assistenza fra di loro e anche ai loro familiari.


In quegli anni il lavoro non c'era, ma c'erano la soppressione violenta degli scioperi che sfoceranno nel fascismo e nell'omicidio Matteotti. C'era, tra le altre cose, un'epidemia micidiale che mia nonna ricordava ancora e che venne chiamata "La Spagnola". Una epidemia che provocò più di mezzo milione di morti nella sola Italia e milioni in tutto il mondo.

Quei nove meccanici e i loro discendenti sono passati attraverso il fascismo, la miseria seguita alla crisi del 1929, alla distruzione della seconda guerra mondiale e hanno dato vita a una grande impresa cooperativa che è la SACMI.

Non avevano un centesimo delle possibilità e delle conoscenze che abbiamo noi oggi. Oppure l'hanno fatto.

Ora tocca noi. Perchè la soluzione ai casini di oggi, non può essere individuale, ma anche di comunità.

PS
Conosco bene le degenerazioni del movimento cooperativo, spesso rappresentate nel modo peggiore dall'attuale ministro del lavoro Giuliano Poletti. Di lui e anche del modello emiliano della cooperazione non mi importa granchè, dello spirito, e della forza dei 9 meccanici solidali del 1919, invece sì.

 


Ì